Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

imageLa Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore è stata proclamata dall’Unesco per diffondere ogni anno, il 23 aprile, l’interesse alla lettura attraverso varie manifestazioni.  L’idea della celebrazione ha la sua origine in Catalogna dove, il 23 aprile, festa di San Giorgio, viene offerta una rosa per ogni libro venduto. La data ha, inoltre, un particolare valore simbolico poiché il 23 aprile del 1616 vennero a mancare contemporaneamente Cervantes, Shakespeare e l’Inca Garcilaso de la Vega.

Attraverso la celebrazione in tutto il mondo della Giornata del libro e del diritto d’autore, l’Unesco - Agenzia delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura - intende pagare un tributo universale ai libri e agli autori, incoraggiando il piacere della lettura ed il rispetto per l’insostituibile ruolo di coloro che hanno costruito il progresso sociale e culturale dell’Umanità.

In occasione della Giornata mondiale del libro, l’Associazione italiana Editori ha lanciato per il 2015 l’appello#ioleggoperché allo scopo di chiamare a collaborare Enti e associazioni culturali con iniziative di stimolo alla lettura. Roma ha risposto all’invito organizzando tre giorni di eventi in diversi luoghi della città. Già sabato scorso sono cominciati i laboratori di lettura e incontri con autori ed ospiti culturali. Protagonisti della manifestazione i libri e i lettori: dal Teatro Argentina ai “piccoli” musei gratuiti, dalle biblioteche ai teatri di cintura, ma anche alla Casa del Jazz, al Macro di via Nizza e lungo la scalinata del Campidoglio, per promuovere la lettura e far incontrare non lettori e appassionati di libri.http://www.paeseitaliapress

La giornata è anche l’occasione per celebrare solennemente i molteplici ruoli del libro nella vita della società umana e per proporre una riflessione seria sulle politiche culturali,dove centrale resta l’educazione alla lettura e l’importanza delle biblioteche. Per tradizione l’Italia è un paese dove si legge poco e finiamo in fondo alla classifica. I dati infatti non sono incoraggianti. Tra gli stati europei il nostro è quello con la più bassa diffusione di libri, il 42,2% contro il 44,3% della Francia, il 49,8% dei tedeschi o addirittura il 71,8% della Svezia. Il principale ostacolo all’allargamento del mercato dei libri e dei quotidiani deriva dalle scadenti competenze alfabetiche degli italiani,ovvero di quell’ insieme di strumenti che consentono capacità autonome di lettura,comprensione e interpretazione di un testo. Il libro, dunque, oggetto silenzioso, insostituibile strumento di cultura, in Italia muore di freddo. Nel 2014 in Italia si sono persi 820 mila lettori,dato rilevato dall’ISTAT. http://www.strettoweb.com

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