La prima cosa che guardo di Grégoire Delacourt

imageChe peso ha la bellezza nella vita? Siamo capaci di accettarci per quello che siamo davvero? Si può essere amati per sé, o siamo amati per ciò che colmiamo nell’altro? Questi interrogativi profondi e brucianti giacciono nel profondo della nostra anima e non sempre abbiamo il coraggio di affrontarli prima che la realtà s’imponga con la sua risposta improrogabile. Sono le stesse domande dinanzi a cui si ritroverà improvvisamente Arthur, dopo che, una pigra sera di settembre, il destino busserà alla sua porta, cambiando per sempre la sua vita.
Dopo la Jocelyne di Le cose che non ho, Delacourt ci seduce con un nuovo protagonista, la cui semplice e generosa umanità rimarrà a lungo nella memoria dei lettori. Un libro pieno di tenerezza e di commozione, che parla di identità, della vanità dell’apparire, della difficoltà e del coraggio necessari per costruire una relazione sincera con un altro essere umano. Un romanzo sui contorni dell’anima e la misura del cuore. E sul destino, che può sovvertire qualsiasi cosa.
«Come nelle Cose che non ho, l’autore mette in scena persone semplici e distribuisce pensieri profondi lì dove altri si fermerebbero alle apparenze.»
«Una riflessione sul corpo, prigione mortifera delle apparenze, ma anche sul modo in cui il desiderio può trasformare il corpo in un oggetto. Questo romanzo è un’opera piena di grazia e di emozione, un libro senza note stonate.»
Le Point
«Due cuori semplici: anche in questo romanzo si ritrova tutta l’empatia di Delacourt per gli esseri umani, il suo humour sfalsato, nutrito di riferimenti cinematografici, il suo talento singolare.»
Livres Hebdo
«Delacourt non solo conosce l’arte di concatenare le storie, ma sa descrivere i sussulti dell’amore con grande sensibilità e con parole semplici ed esatte ci porta alle lacrime.»
Marie France
«Una storia d’amore di grande sensibilità, fatta di cinema e letteratura, sedimenta dentro, apre la mente e riflette sul corpo e sulla bellezza umana.»
ELLE

«Come per Le cose che non ho, Delacourt miscela tenerezza e ironia, per provare a misurare quanto peso ha, nell'esistenza di ciascuno, la bellezza e l'apparenza.»
TTL - La Stampa

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