Storia di un corpo di Daniel Pennac

Daniel Pennac traspone la fisicità delle sensazioni corporee sulle pagine del suo nuovo romanzo, Storia di un corpo. Il padre di Lison è da poco deceduto, la donna, tornata a casa dopo aver assisitito al funerale del genitore, si vede consegnare un pacco. Si tratta di un curioso regalo da parte di suo padre, un diario da lui tenuto a partire dall'età di dodici anni e fino alla fine della sua vita. In questo diario sono annotate le sensazioni che l'uomo ha provato in vita. Sensazioni fisiche che danno vita ad una narrazione il cui protagonista è il corpo, con tutta la sua vitalità e con le sue innumerevoli trasformazioni. Un tuffo nel passato attraverso le percezioni sensoriali vissute dal defunto genitore. La crescita, la scoperta del sesso, l'invecchiamento, la malattia, il dolore. Lison, sfogliando le pagine del diario, scopre un lato di suo padre che ignorava, un lato intimo e profondo. Nel diario c'è tutto, un'intera vita. La voce stridula della madre poco affettuosa, il profumo della tata Violette, il sapore che aveva il caffè durante la guerra, l'odore del pane con il mosto d'uva che era solito consumare per merenda. Storia di un Corpo, di Daniel Pennac, racconta la sbalorditiva vita sensoriale di un uomo.

Prezzo: € 18.00


La recensione di IBS
Di ritorno dal funerale del padre, Lison riceve un regalo inaspettato e piuttosto bizzarro che le provoca scompiglio, la imbarazza e le fa arrossire gli occhi. Si tratta dell’ultimo regalo di suo padre, un diario sensoriale che racconta in modo preciso e puntuale la storia fisica del suo corpo, dall’età di dodici anni fino agli ultimi suoi giorni di vita. 
Ecco pronta nelle mani di Lison la storia fisica di suo padre, il racconto di una vita, lunga e turbolenta, dove a dettar regole è il corpo in tutte le sue manifestazioni. 
Non una cronistoria intima che registri i mutevoli stati d’animo di suo padre, ma un vero e proprio “diario del corpo” dove vengono espresse le sensazioni e le trasformazioni provate in vita, il racconto di un’intera esistenza attraverso la materialità e la fisicità. Ciò che ne scaturisce è un romanzo fluido e puntuale, in cui la narrazione è data dalle innumerevoli sensazioni che il protagonista, nonché narratore, incontra. 
Suo padre inizia a redigerlo quando conosce per la prima volta la sensazione di paura: scout e non ancora tredicenne venne legato ad un albero e per la prima volta provò il terrore di essere mangiato dalle formiche che risalivano l’albero. Quello fu il momento in cui cercò di proteggere «il corpo dagli assalti dell'immaginazione, e l'immaginazione dalle manifestazioni intempestive del corpo». 
Da quell’istante ha sempre sentito il bisogno di annotare le percezioni sensoriali del suo corpo e registrare la storia dei suoi cinque sensi, consapevole che il corpo «più lo si analizza, più lo si esibisce, meno esso esiste» e per questo resta ancora uno degli «ultimi tabù» dei nostri tempi.
Questa è l’eredità che il narratore lascia a sua figlia, questo l’unico testamento spirituale: un memoir intimo e personale fatto di gioie e dolori, umori e reazioni fisiche, cadute, vomito e trasfusioni di sangue. Nel diario si legge del difficile rapporto con una madre dura e del rumore della sua voce stridula, dei profumi dolci e invitanti della sua tata e del suono delle parole dolci di suo padre, morto molto presto.
Un romanzo strutturato in paragrafi brevi che descrivono un viaggio sbalorditivo dei sensi, le insicurezze, i timori, ma anche le gioie e gli orgasmi di un uomo che vive la vita.
In esso Lison potrà trovarci le espressioni della pubertà e dell’invecchiamento, i piaceri e le malattie, insomma tutta la grandezza e la vulnerabilità di un corpo messo a nudo nella sua unicità. 
Un lavoro coraggioso quello di Pennac che riesce a non annoiare mai e a rendere interessante anche una descrizione sulle escoriazioni. Uno stile asciutto e lineare che mette in campo olfatto, udito, vista, tatto e gusto, tutte le nostre emozioni corporali divise tra glorificazione e debolezza. Una scrittura fluida e leggera che mostra pienamente le capacità narrative di uno dei più noti e amati scrittori francesi contemporanei.

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