Steve Jobs di Walter Isaacson

Più di 40 colloqui in oltre 2 anni con il fondatore della Apple, e più di 100 interviste a familiari, amici, rivali e colleghi hanno permesso a Walter Isaacson di raccontare nel libro Steve Jobs (Mondadori, collana Ingrandimenti, 600 pagine, 20 euro - su Bol.it) la storia del geniale imprenditore che ha intuito prima di chiunque altro la chiave per creare valore nel XXI secolo: combinare tecnologia e creatività. Il volume, che sarà in libreria dal 24 ottobre e di cui Panorama anticipa in queste pagine alcuni brani, è stato preparato con la collaborazione di Jobs, che ha partecipato in prima persona alla stesura del testo.

Dall’infanzia con la famiglia adottiva all’adolescenza fra i pionieri dell’informatica, dal soggiorno in India in cerca del lato spirituale dell’esistenza fino alla nascita della Apple, il boom commerciale e la lotta contro la malattia, Steve Jobs è un ritratto a tutto tondo (e l’unica biografia autorizzata) dell’uomo e dell’azienda che hanno cambiato il nostro modo di pensare e di vivere.

La personalità di Jobs ha sempre trovato riflesso nei prodotti da lui creati. Al centro della filosofia Apple, dal Macintosh originario del 1984 all’iPad una generazione dopo, si è collocata l’integrazione end-to-end di hardware e software; in Steve Jobs è accaduto lo stesso: la sua personalità, le sue passioni, il suo perfezionismo, i suoi demoni, la sua vena artistica, la sua intemperanza e la sua ossessione per il controllo si sono intrecciati con il suo modo di fare impresa e con gli innovativi prodotti che ne sono scaturiti. La teoria unificata dei campi che lega la personalità e i prodotti di Jobs ha il proprio punto d’avvio nel tratto più saliente della sua personalità: l’intensità. I suoi silenzi potevano essere non meno taglienti delle sue sfuriate; aveva imparato a guardare gli altri senza un solo battito di ciglia.

A questa intensità sapeva conferire un fascino estroso e stravagante, come quando ti spiegava la profondità della musica di Bob Dylan o ti chiariva perché il prodotto che stava presentando fosse al momento la cosa più straordinaria mai realizzata dalla Apple. Ma sapeva anche darle un volto terribile, come quando lanciava strali contro Google o Microsoft accusandoli di copiare la Apple. Tale intensità ha alimentato una visione binaria del mondo. I suoi colleghi parlavano di «dicotomia eroe/stronzo». Le persone finivano nell’una o nell’altra categoria, certe volte lo stesso giorno. Lo stesso valeva per i prodotti, per le idee, persino per il cibo: una cosa o era «il meglio di sempre» oppure era schifosa, demenziale, immangiabile. Di conseguenza tutto ciò che veniva percepito come difettoso poteva scatenare un’invettiva.http://blog.panorama.it/

Dalle 630 pagine emerge il rapporto contrastato con Google, di cui l'ex amministratore delegato Eric Schimdt ha fatto a lungo parte del consiglio di amministrazione di Apple. "Distruggerò Android perché è un prodotto rubato. Farò una guerra termonucleare su questo" afferma Jobs nella biografia autorizzata. Gli stralci del libro, riportati dalla stampa americana, non spiegano però il perché Apple abbia avviato azioni legali nei confronti dei produttori di smartphone con Android e non nei confronti di Google. In un incontro a Palo Alto fra Jobs e Schmidt, Jobs gli ha detto che non avrebbe accettato soldi per ritirare le azioni legali, neanche 5 miliardi di dollari.
La vita lavorativa di Jobs e il suo genio hanno condizionato i suoi rapporti interpersonali con le donne. Prima di convolare a nozze con Lauren Powell, il co-fondatore di Apple ha convissuto per anni, dal 1985 al 1989, con la consulente informatica, Tina Redse. Una relazione che si è rotta quando Jobs le ha proposto di sposarlo. Redse ha rifiutato e con gli amici ha ammesso: "Mi avrebbe fatto diventare matta". Poco dopo Jobs ha incontrato l'ex trader di Goldman Sachs, Lauren Powell, alla quale il 1 gennaio 1990 ha chiesto di sposarlo. Una proposta seguita da nove mesi di silenzio al termine dei quali Powell, esasperata, lo ha lasciato. Jobs non si è arreso e dopo un mese di separazione le ha regalato un anello di fidanzamento e sono convolati a nozze.
Lauren è riuscita a mantenere Jobs "semi-sano" - ricostruisce il fondatore di Microsoft Bill Gates, che con Jobs scherzava sui loro rapporti con le mogli - così come Melinda Gates è riuscita a mantenere "me semi-sano". Powell ha cercato negli anni di convincerlo all'inizio a operarsi invece di affidarsi alla medicina alternativa: "Gli dicevo che il corpo esiste per servire lo spirito". Il cancro al pancreas è stato diagnosticato a Jobs nell'ottobre 2003: Jobs ha rifiutato si essere operato dopo la diagnosi. Ma dopo nove mesi, arrendendosi all'evidenza di un male che avanzava inesorabilmente, si convinse a sottoporsi all'intervento chirurgico.http://notizie.tiscali.it/

Prezzo di copertina: € 20,00

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