"Chissà cosa si prova a ballare - Gioie, passioni e battaglie di una vita con handicap" di Ileana Argentin

"Sono una persona. Sono una donna. E' stato facile per me arrivare dove sono arrivata, ma la forza è stata la famiglia, gli amici veri, i colleghi di sempre. Da sola sarebbe stato impossibile: neanche mi alzo dal letto, da sola". E' iniziato così, con la concretezza che contraddistingue Ileana Argentin, la presentazione del suo nuovo libro "Chissà cosa si prova a ballare - Gioie, passioni e battaglie di una vita con handicap" avvenuta ieri nella cornice dell'aranciera di San Sisto a Roma. Deputata democratica oggi, già delegata alle politiche per l'handicap a Roma nella giunta Veltroni, Ileana Argentin ha raccolto intorno a sé gli amici di sempre, le tante persone incontrate nel corso della sua attività politica, colleghi di partito per raccontare, in un libro semplice e asciutto, la sua quotidianità, i suoi pensieri più arditi, la relazione con la disabilità, il rapporto con la Politica.

"Chissà cosa si prova a ballare - ha spiegato Ileana - non è solo il titolo del libro, ma anche un interrogativo che mi accompagna da una vita". La vita di una giovane colpita da amiotrofia spinale e dunque da una grave forma di disabilità, ma consapevole della sua ragion d'essere e in prima linea sin da giovanissima nella lotta per l'abbattimento delle barriere, i primis, culturali. Il libro - che esce con una prefazione di Fabrizio Frizzi - è un diario in cui Ileana racconta se stessa: dai trascorsi adolescenziali alla scelta dell'effige di Che Guevara e degli U2, dalla laurea conquistata a dispetto di una malattia in stato continuo di avanzamento fino all'impegno nell'associazionismo e al salto in politica. Una quotidianità che da spazio anche all'amore, alla sessualità, al desiderio di diventare madre. Una quotidianità che non dimentica nemmeno i rancori della politica, i suoi personaggi, i suoi momenti fatti di vittorie ma anche di sconfitte. Una quotidianità in cui ci sono anche i cani e la squadra di calcio della Capitale: la Roma. "Ma come si fa a dire - si legge nel libro - Forza Lazio?" Un percorso di emozioni e di scoperte, passioni e lotte, delusioni e gioie, attraverso i tanti volti di una persona che non vuole rinunciare a niente e che svela ai lettori la sua pienezza di vita, in quanto donna, sorella, figlia, zia, militante politica, amica, amante, tifosa. Un racconto fatto di frammenti: il valore civile di una testimonianza, ovvero che il primo vero handicap è la rinuncia ad una vita normale.

"Lo abbiamo voluto pubblicare - ha spiegato l'editore Carmine Donzelli - perchè questo libro è veramente un libro. Per la costruzione narrativa. Per l'uso della lingua. Il gioco della banalità è consapevole e preciso. La parola chiave è l'handicap come limite: ostacolo, ma anche supermento". "Più che i problemi di Ileana - ha concluso Donzelli - nel libro ci sono i problemi di noi normodotati nell'approcciare all'handicap". "Sfumature della sua vita professionale - ha aggiunto Fabrizio Frizzi - e sociale: è un libro tenero, ma anche duro. Il confronto rende più forti: non bisogna averne paura".

"E' il diario di una quattordicenne - ha aggiunto l'amica e attrice Cinzia Leone -, ovvero trasparente. Le ho detto che era quasi banale. La sua risposta è stata che sì, il libro è la banalità. Allora ho capito che Ileana aveva banalizzato la disabilità e ho capito il genio". "Pensavo di conoscerla - ha chiosato infine Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma - prima di legegre il libro: è molto di più. In alcuni passaggi si ride di semplicità. E' un diario che racconta quotidianità, ma che interroga tutti noi. Il sottotitolo parla chiaro. Ci sono passioni, politiche e calcistiche. C'è faziosità, ci sono battaglie. Sulla giustizia, sulla cittadinanza: è una durezza giusta". (eb)
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