Dieci in paura

"Oggi la paura è il principale strumento di propaganda politica e il più sfruttato dei temi mediatici. Mettere al centro delle questioni il senso di insicurezza che le si accompagna fa vincere le elezioni, innalza gli indici d'ascolto e, soprattutto, incontra l'approvazione dei cittadini. Non c'è telegiornale, comizio o trasmissione televisiva che non riproponga la scena della tranquillità violata. Ma cosa si nasconde dietro la recente ossessione per la sicurezza? Quanto c'è di naturale o spontaneo in questo fenomeno e quanto di fabbricato e accuratamente alimentato? Chi ne sono gli artefici? E, soprattutto, a chi giova? Dieci scrittori italiani si misurano con il feuilleton eccitato e monocorde che ha preso il posto dell'analisi politica e dell'informazione e ci aiutano a smontarlo utilizzando lo strumento mite e spiazzante del racconto. Un libro di contro-narrazioni amare ed esilaranti, dure e tenere, per capire in che modo un'emozione arcaica come la paura abbia ripreso possesso delle nostre esistenze coniugandosi con la sempre più strillata promessa/garanzia di tutela." 
Maria Nadotti

Prezzo: 14.00€

Instillare la paura attraverso i mezzi di informazione fa guadagnare consenso a chi governa: la pensano così i dieci autori di "Dieci in paura", libro edito da Epoché, che sul terrore indotto dall'alto hanno scritto altrettanti racconti di fantasia per sorridere e riflettere sul timore degli immigrati, dei rom, degli attentati, delle influenze killer e così via. I titoli di giornali e tg, soprattutto dopo l'11 settembre, non fanno che allarmare, e i cittadini impauriti chiedono maggior sicurezza a chi li governa. I politici di tutto il mondo conoscono bene questo meccanismo: sanno che lanciare allarmi e sbandierare la necessità di tutelare i propri cittadini da un qualsiasi presunto pericolo porta ottimi risultati alle elezioni. Un meccanismo che George Bush ha ben utilizzato per farsi rieleggere presidente degli Stati Uniti, ma che anche Hitler usò fino alle estreme conseguenze, parlando del "pericolo ebraico".

Nell'Italia di oggi la paura su cui molti politici fanno leva è ovviamente quella per gli stranieri, ma secondo recenti studi della Caritas non è vero che la criminalità è cresciuta a causa loro. "Mettere la sicurezza al centro delle questioni fa vincere le elezioni politiche, innalza gli indici d'ascolto e, soprattutto, incontra l'approvazione generale dei cittadini. - spiega la giornalista e scrittrice Maria Nadotti, curatrice del libro - E forse è proprio di questo che oggi il potere ha bisogno: coltivare l'ignoranza, lo smarrimento, la solitudine, il senso di impotenza, mettere fuori corso la speranza".

Il meccanismo è ovviamente pericoloso, ma i dieci autori del libro hanno pensato che forse è meglio ridere delle nostre manie e dei falsi timori che i telegiornali ci istillano ogni giorno. C'è chi, come Marisa Bulgheroni racconta di aver sognato di essere una zingara e riporta le notizie sugli sgomberi dei campi nomadi, chi, come il protagonista del racconto di Cristian Ceresoli, ama leggere i giornali che pubblicano a caratteri cubitali notizie terrificanti e poi gira per le strade terrorizzato dalla paura dei romeni, delle rapine, e non si fa curare perché ha letto che i medici a volte uccidono. La paura della paura, insomma, sembra guidare i protagonisti dei dieci racconti, e forse anche tutti gli italiani. http://notizie.virgilio.it/

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