Quello che gli animali non dicono di Oscar Grazioli

Come scrive l’autore nell’introduzione, a fianco dei vecchi racconti pubblicati dieci anni fa (e ancora molto attuali), compaiono altre storie inedite dove gli animali e i loro proprietari quasi fanno a gara nell'essere protagonisti sotto l’occhio vigile della voce narrante.
Come una persona che scava nel vecchio baule in soffitta, Grazioli scava, a sua volta, e traduce in racconti inediti le sue esperienze di veterinario o spunti di cronaca sugli animali di cui si è occupato come giornalista. Una postfazione, anch’essa inedita, è dedicata dall’autore a chi gli è stato maestro di vita, a colui che Grazioli definisce, senza se e senza ma, il più grande cantore e poeta: Fabrizio de Andre’. Si tratta di un altro frammento che l’autore ci narra della propria vita interiore.

Come molti personaggi del grande Faber, gli animali raccontati da Grazioli subiscono talvolta tristi destini, abbandonati sulla strada di periferia dove qualche volta una porta si apre, ma non sempre una luce si accende. Così Alioscia, Silver, Boris, Suomi, Leo, il Cavallo escono dalle pagine del libro, sconfitti dal destino o da uomini incapaci di averne comprensione o di provare per loro la minima pietas.

I racconti di Grazioli sono descritti con i suoi tratti tipici, l’immediatezza, l’ironia, gli incipit e le chiusure a sorpresa. Quello di Grazioli è un narrare secco, che calamita il lettore con il suo discreto sarcasmo e con la sua partecipazione commossa, ma mai strappalacrime, verso i suoi “attori”. Qualcuno ha scritto, a proposito dell’autore, che i suoi racconti sono “nevrili” come si addice ai cavalli purosangue da corsa.

Gli animali di Grazioli non si limitano al cane e al gatto, ma spaziano dai serpenti (Judy, Sansone, Made in Taiwan) alle scimmie (Povera stella), dall’orso (Willy) ai rospi (Buon Natale anche ai rospi), dai cavalli (Il cavallo) alle anatre (Anatre e piombo), perché lui è stato uno dei primi veterinari in Italia ad occuparsi scientificamente anche di malattie dei cosiddetti “animali esotici”.

“Un innato sentimento d’affetto nei confronti dei deboli e dei perdenti”, scrive l’autore nell’introduzione, “mi ha sempre visto schierato dalla loro parte, dalla parte di chi, cane o vecchio, gatto bambino, scimmia o “diverso”spesso subisce, senza potersi sottrarre, le ingiurie di cha la forza e non ha la ragione.”

Trentasei storie dunque e una postfazione che si bevono d’un fiato e alla fine rimangono in mente le parole dell’autore: ”Dicono che fare il medico sia una missione. Francamente non lo so, ma, se è vero, anche fare il veterinario è una missione, come lo è vivere questa vita, qualunque mestiere si faccia. Purché sia dalla loro parte.”

Prezzo 18 €

http://spettacoli.tiscali.it/

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