'Il libro della gioia perpetua' di Emanuele Trevi

Un romanzo particolare questo di Emanuele Trevi, che racconta una storia apparentemente fatta di nulla e costruita attorno al racconto che una bambina delle elementari ha scritto e disegnato sul suo quaderno, il tutto con molte riflessioni intellettuali o di comune saggezza.
Un libro che non coinvolge subito, sul quale bisogna insistere, sino a quando vi si entra dentro e ci si trovera' finalmente dall'altra parte dello specchio, della pagina, specie se si riesce ad affrontarlo non di petto, ma con atteggiamento ''sghembo'', come quello che dice di adottare lo stesso autore nell'affrontare gli argomenti di cui scrive.

Anche qui, come nelle sue passeggiate romane o il viaggio in oriente, il protagonista ha il suo nome e cognome, cosi' ci aveva gia' avvertito nell''Onda del porto' che ''tutto il mondo e' un ombelico'' (un guardarsi dentro), dalle ombre e un'oscurita' cosi' profonda che nessuno e' mai riuscito ad esprimerla. Si va solo per approssimazioni, per sguardi di traverso che passano la superficie, per momenti illuminanti, quasi iniziatici, come appunto si rivela essere questo quadernetto scolastico, il 'Libro di Clara e Riki', che emana una ineffabile gioia perpetua, un fascino da cui non e' facile liberarsi.

Inseguendo quindi questo infantile grado zero della scrittura, finiremo per capire che e' la letteratura stessa ad essere una forma di conoscenza iniziatica, a meta' tra la realta' e la fantasia, con i suoi personaggi che vivono in una terra di mezzo, come i bambini o gli adolescenti in quei momenti di passaggio tra infanzia e crescita, prismi dalle varie facce, sempre in movimento. Ed e' questo mondo-tempo inafferrabile quello in cui si incontrano Clara e Riki, ma anche Emanuele Trevi e una ragazzina inglese, Lucy, protagonista di un suo vecchio racconto sui primi turbamenti sentimentali, intitolato 'La noce'.

Si', perche' i rimandi, le coincidenze, tra diversi e apparentemente lontani mondi fantastici, ma anche tra l'invenzione, che talvolta diventa concreta come la realta', e la vita, popolano questo romanzo, che prende il via quando l'autore, invitato a Santa Volpina, nel circondario di Napoli, a un incontro su 'Letteratura e etica', trova che questo e' stato vietato dall'autorita'. La zona e' infatti sommersa pericolosamente dai rifiuti, tra i quali si e' costretti a procedere come in una trincea. Ma e' da questi rifiuti che arriva il celebre quaderno, consegnato a Trevi da una maestra, la signora Mastelloni, organizzatrice dell'incontro, e compilato a suo tempo da una sua scolara. Quaderno a righe di 96 pagine che, con la sua grafia infantile e i suoi disegni, e' riprodotto alla fine del volume (opera, si dice, di Chiara Gamberale, compagna dello scrittore). Come aprira' il quaderno e comincera' a leggerlo, quell'intellettuale che all'inizio si confessa ''mentitore cronico'', cui pratica con successo ''gli sforzi di imitare una vita normale'' iniziera' una lungo percorso. Entrera' in uno stato quasi di sonnolenza e arrivera' a capire che, come Clara e Lucy, siamo tutti ''migranti'' di passaggio, ma soprattutto che, proprio per questo, e' importante avere il coraggio di vivere la propria vita sino in fondo, senza riserve, naturalmente, come riesce a Clara e Riki appunto, per i quali la vita quotidiana e' ancora una specie di favola. (ANSA).

di Paolo Petroni

Il libro della gioia perpetua
Autore Trevi Emanuele
Prezzo € 19,50

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