'Schifoso traditore. Come riconoscere le tracce dell'infedeltà' di Alberto Caputo, Alessandro Calderoni, Silvia Jun, Paolo Baron

Il più compassato dei mariti diventa un cabarettista da avanspettacolo? Forse a farlo tanto divertire è un'altra. La regina del focolare appende le pantofole al chiodo e corre in palestra? La voglia di sudare potrebbe dipendere dal personal trainer.
Anche se le corna non si vedono allo specchio, smascherare un partner fedifrago si può. La lista delle cose da sapere è lunga, probabilmente infinita, ma per diventare '007 dell'amore' bastano 37 mosse. Tante sono le "dritte" fornite ai lettori dagli autori di 'Schifoso traditore. Come riconoscere le tracce dell'infedeltà' (80144 Edizioni). In calce le firme di Alberto Caputo, psichiatra e sessuologo; Alessandro Calderoni, giornalista investigativo; Silvia Jun, web editor. Ideatore e curatore Paolo Baron.
"Quello che abbiamo voluto scrivere - spiega Caputo all'ADNKRONOS SALUTE - è una sorta di compendio di criminologia dove il 'crimine' è il tradimento, il 'criminale' è il partner traditore e la 'vittima' è il cornuto". Un trattato diviso in due parti: "Nella prima si analizza la percezione del tradimento, si tracciano gli 'identikit' delle specie di traditori e di traditi, si spiegano le dinamiche alla base dei loro comportamenti". Insomma, si studia il 'movente'. "La seconda parte è quella alla 'CSI'": un vero e proprio manuale di investigazione che, a partire dai primi sospetti (capitolo 'Il comportamento. C'è qualcosa che non torna'), accompagna il partner-segugio sulla scena del crimine.

"Tre le tipologie (del traditore, ndr), ognuna con varie sottotipologie", riassume Caputo.

1) I SERIALI. "Sono i traditori compulsivi, gli infedeli specializzati", li definisce l'esperto. Quelli che geneticamente non si accontentano del rapporto di coppia ufficiale, ma per istinto e passionalità devono essere sempre in tre: lui, lei, l'altra o l'altro. "Si distinguono in 'collezionisti' e 'qualunquisti'". I primi "puntano alla qualità, scelgono quella determinata persona, vogliono un bel trofeo da esibire". E "oggi i collezionisti sono sempre più donne", avverte il sessuologo. I qualunquisti, invece, "vogliono solo portarsi a casa il risultato. Non importa quale, non conta la persona, conta la 'tacca' in più. Si accontentano anche dei 'saldi', seguono la filosofia del 'basta che respiri'". Tra i qualunquisti "prevalgono gli uomini" e si moltiplicano "i 'drogati' del sesso".

2) I PARALLELI. Del tenere il piede in due (o più) scarpe hanno fatto una professione. "Contemporaneamente alla relazione principale (matrimonio o convivenza), gestiscono altre 'liaison'" e ci riescono benissimo, dice lo psichiatra. Equilibristi perfetti, passano da un letto all'altro senza commettere il minimo errore. Non confondono i nomi, non sbagliano le date di compleanni e anniversari. Il loro movente è "affettivo-relazionale", nel senso che ci credono veramente. "Si distinguono in 'monogamici' (uomini o donne che hanno l'amante storica/o, a volte addirittura ufficiale cioè a conoscenza della moglie o del marito consenzienti) e 'poligamici', perlopiù maschi.

3) GLI OCCASIONALI. "Quest'ultima tipologia di infedeli agisce per vendetta", per punire una moglie-arpia o un marito-padrone. "Tradisce per rappresaglia - afferma Caputo - e si divide nelle due sottocategorie dei 'pisquani' (termine usato nell'area lombardo-emiliana per definire una persona semplice) e dei 'gattoni'". Che fondamentalmente sono quasi sempre 'gattone', dunque donne. "I pisquani - spiega meglio l'esperto - sono quelli che non aspettano altro se non tradire, ma lo fanno solo ed esclusivamente se l'opportunità viene loro offerta sul piatto d'argento". Quanto alle gattone, sornione come il micio di casa "fanno finta di dormire sul divano. Ma tengono gli occhi socchiusi, pronte ad afferrare la prima preda interessante che passa".

Ben più semplice, quasi basilare, la 'geografia' dei traditi. Le tipologie sono essenzialmente due: "La netta maggioranza è rappresentata dai passivi, i rassegnati che subiscono, che accettano l'inaccettabile anche se poi tanto vittime non sono. Spesso infatti sono stati proprio loro, o i loro 'no', a indurre il partner al tradimento". La minoranza residua è infine quella dei dominanti puniti: dopo anni di angherie sopportate in silenzio, "il partner da sempre succube si ribella all'improvviso e gliela fa pagare".

Ma quali potrebbero essere gli indizi di un tradimento in atto? Stropicciarsi un occhio, sfregarsi un orecchio, grattarsi il collo, toccarsi il naso (in gergo investigativo 'effetto Pinocchio'). Sono solo alcuni dei gesti, fin troppo comuni, che potrebbero svelare una menzogna del partner fedifrago. Segni che ogni 'Sherlock Holmes dei sentimenti' dovrebbe annotarsi, insieme a una grande regola d'oro: "All'interno di una relazione l'infedeltà irrompe come un elemento di novità - osserva lo specialista - Quindi qualunque cambiamento può essere indicativo" e diventare il detonatore del sospetto, la miccia del dubbio, la spia che appunto "c'è qualcosa che non torna". Basti qualche esempio: "Lei ha sempre mangiato bucatini all'amatriciana e improvvisamente manifesta un'attrazione fatale per la cucina etnica? Forse gliel'ha fatta scoprire un altro uomo. Lui non ha mai rinunciato agli slip più 'old style' sul mercato e a un certo punto si palesa con un boxer griffato in seta? Magari il merito della svolta glamour è di un'altra donna?".

'Schifoso traditore' è già un fenomeno su Facebook (271 fan alla pagina 'Unità ST'). Ma un pensiero pur cinico si impone: "Un tradimento non esiste finché non viene scoperto", chiosa lo psichiatra sessuologo. Varrà davvero la pena di darsi tanto da fare per sapere?

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