Il respiro del deserto - Marco Buticchi (booktrailer)



Mongolia, 1227. Qutula, scrivano di Gengis Khan, solo per caso riesce a scampare alla morte. Per poter sopravvivere, ora deve fuggire.


E solo cambiando vita potrà nascondersi, pur rimanendo sotto gli occhi di tutti. Perché la bellissima Arqai – questo diventa il suo nome – è a conoscenza di un segreto: l’ubicazione della tomba dell’imperatore. E del suo favoloso tesoro.

Aprile 1919, sul piroscafo Zeppelin.

L’incontro ha il sapore della storia, ma i due protagonisti ancora non lo sanno. Double Skinner ha solcato ogni mare sospinto dai venti oceanici, prima di combattere la Grande guerra al solo scopo di saldare il conto con i demoni che gli hanno divorato l’esistenza. Rimpatriando a bordo del piroscafo Zeppelin, incontra Harry Truman, futuro presidente degli Stati Uniti d’America. Tra i due nasce un’amicizia profonda, tanto che Skinner affiderà proprio a Truman non solo l’appassionante storia della sua vita, ma anche la custodia di un potente segreto, causa di morte e corruzione. Un segreto che risale a molti secoli prima, in Mongolia… Italia, oggi. Oswald Breil se ne innamora subito, non appena lo vede in disarmo nel porto della Spezia. Lo yacht Williamsburg un tempo era definito “Casa Bianca galleggiante”, perché dimora prediletta del trentatreesimo presidente americano: Harry Truman. Breil l’acquista… e questo gli procura l’ostilità di un avversario spietato, pronto a tutto pur di impossessarsi del segreto che, forse, è nascosto fra le paratie della nave. Un segreto dalle origini lontane, perse nel soffio impetuoso del vento che spira sul deserto… Basato su di un’accurata ricostruzione storica, Il respiro del deserto è un romanzo dai toni epici, che pagina dopo pagina seduce il lettore e, con l’incalzante susseguirsi dei colpi di scena, lo fa trepidare per ogni avventura vissuta dai suoi indimenticabili protagonisti.

“Breil notò una vecchia nave leggermente sbandata: sembrava si appoggiasse alla banchina come un uomo anziano e stanco, ma ancora elegante e fiero. Misurava una settantina di metri e aveva una linea slanciata e austera. Lo scafo, un tempo bianco, mostrava vistose colate di ruggine. Poco sopra alla finestratura di poppa, dietro la quale doveva esserci stato un sontuoso salone, si notavano i segni neri lasciati dalle vampe di un recente incendio. (…) La nave era dotata di tre ponti, oltre a un quarto che si sviluppava da metà barca fino a prua, destinato a ponte di comando. Oswald non riuscì a leggere il nome di quello che, malgrado le pessime condizioni, era lo yacht più bello che avesse mai visto. Incuriosito, ne chiese notizie a Guglielmo Grandi. Alcuni anni prima Grandi aveva condiviso con Breil una straordinaria avventura nel corso della quale avevano recuperato il relitto di una nave imperiale romana. (…) «È lo yacht presidenziale Williamsburg, la nave appartenuta al presidente Harry Truman. Era anche chiamato ‘La Casa Bianca galleggiante’, a sottolineare quanto il trentatreesimo presidente americano amasse soggiornare sul panfilo presidenziale piuttosto che alla Blair House, la residenza che gli era stata assegnata durante la ristrutturazione della Casa Bianca.»” Da Il respiro del deserto il respiro del deserto amore mongolia deserto avventura



Commenti

Post popolari in questo blog

'IL CANTICO DELLE CREATURE' ILLUSTRATO PER BAMBINI

"La storia generale dei pirati", del Capitano Charles Johnson

'Schifoso traditore. Come riconoscere le tracce dell'infedeltà' di Alberto Caputo, Alessandro Calderoni, Silvia Jun, Paolo Baron