PREMIO STREGA 2009: VINCE 'STABAT MATER' DI SCARPA

E' 'Stabat mater' di Tiziano Scarpa, edito da Einaudi, il libro che si è aggiudicato il 63/mo premio Strega. Ancora una volta si aggiudica questo riconoscimento il Gruppo Mondadori, di cui la casa editrice Einaudi fa parte.

'STABAT MATER' di TIZIANO SCARPA (Einaudi) e' il libro che ha vinto stasera il premio Strega 2009. E' una lunga lettera alla madre di una sedicenne, Cecilia, abbandonata nell'Ospedale della Pieta' di Venezia da bambina, dove ha imparato a suonare il violino senza passione, in chiesa, dietro una grata che protegge le giovani dagli sguardi dei fedeli. La musica per lei e' una sorta di rito abitudinario, finche' arriva un giovane insegnante di violino e compositore, un prete dai capelli rossi e il naso grosso, Antonio Vivaldi. E' lui a portare un po' di luce a Cecilia, che scioglie il proprio profondo dolore nella scrittura che pratica di nascosto, la notte, cercando di capire cosa sia una madre, che non ha mai avuto. Scrive una lettera senza un vero destinatario, un monologare, piu' che un dialogo, che resta sempre sospeso, che non ha possibili risposte. ''Sono rimasto sopraffatto dalla capacita' di Scarpa di sentire una solitudine cosi' lontana e di avercela restituita con tanta forza e pieta''', ha scritto Niccolo' Ammaniti di questo libro.

ROMA - Erano un po' di anni che non si assisteva a un finale come quello di ieri sera, con Tiziano Scarpa che vince con 119 voti, assegnando al suo 'Stabat Mater' il 63/mo Premio Strega, superando in extremis 'Il bambino che sognava la fine del mondo' di Antonio Scurati per un solo voto. Dopo le polemiche che hanno preceduto questo premio e la Mondadori che aveva detto si sarebbe ritirata quest'anno dalla competizione, ecco che attraverso la Einaudi, casa editrice di Scarpa, il gruppo Mondadori si aggiudica ancora una volta, e per il terzo anno consecutivo lo Strega. E' curioso che le polemiche che avevano portato la Mondadori a fare un passo indietro erano nate proprio a proposito di un altro autore Einaudi, Daniele Del Giudice, che era dato per favorito con troppo anticipo. Evidentemente il gruppo riesce a controllare un pacchetto di voti che e' il piu' consistente di tutti specie ora che non c'e' piu' quella mazzetta di schede che seguiva le indicazioni di Anna Maria Rimoaldi e poteva contrastare la forza degli editori. Gli altri tre concorrenti della cinquina hanno avuto rispettivamente Massimo Lugli con 'L'Istinto del lupo' 58 voti, Cesarini Vighy con 'L'Ultima Estate' 36 voti e Andrea Vitali con 'Almeno il cappello' 28 voti. Una serata quindi emozionante e che ha tenuto tutti col fiato sospeso mentre i due contendenti si superavano a turno di pochissimi voti e risultavano spesso alla pari. Ma una serata tranquilla che pareva essersi lasciata alle spalle tutte le polemiche. Naturalmente c'e' chi fa notare che aver deciso che ogni votante non potesse consegnare piu' di una sola scheda, la propria, non e' servito a molto, perche' a chi avesse rastrellato voti bastava poi spedirli singolarmente per posta. Tullio De Mauro, presidente del comitato che gestisce il Premio da parte sua ha sottolineato come ''forti pressioni, quando ci sono in gioco scelte importanti, ci sono dappertutto, all'universita' come all'Accademia dei Lincei, ma poi e' il singolo che ha in mano la scheda e decide cosa farne''. Ora il comitato e' comunque in attesa di proposte per cambiare eventualmente il regolamento prima della prossima edizione. In molti chiedono che la giuria, composta da circa 400 Amici della Domenica, venga sfoltita e che non se ne possa piu' far parte a vita.

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