L'istinto del lupo di Massimo Lugli

Il confine che separa le ville dei ricchi dai bivacchi dei senza tetto è sottile come la lama di un coltello.
Da una parte, donne avvolte nel profumo francese, domestici in livrea e ragazze au pair che parlano tutte le lingue del mondo. Dall'altra, le mense di carità, i giacigli improvvisati nel freddo della notte, l'amore rubato alla disperazione quotidiana. A cavallo tra questi due mondi, la favola feroce del ragazzo che divenne Lupo è un treno che corre lungo scene di ordinaria violenza e struggente stupore: aggressioni, lotte, tradimenti, omicidi e vendette che, senza tregua, impongono al protagonista di fare la sua scelta e di affrontare la dura scuola della vita. Sullo sfondo di avventure nere e romantiche, le inquietudini della generazione degli anni Settanta, il furore politico e le battaglie a colpi di chiave inglese che anticipano i bagliori del terrorismo. Un racconto crudele e ammaliante, una storia dura ambientata tra i viali della prostituzione e gli accampamenti dei nomadi, le baracche costruite sugli argini del fiume e un fatiscente circo di periferia. Attorno alla figura solitaria di Lupo, una galleria di personaggi indimenticabili: il saggio Tamoa, la sensuale Parvati, il laido Sugo, il patetico Giobbe, il brutale Ivan. Dopo La legge di Lupo Solitario, un nuovo romanzo firmato dal grande cronista di nera Massimo Lugli e dedicato al volto violento e sconosciuto di una città nascosta nel ventre della metropoli.

Pagine 336
Euro 9,90

Finalista al Premio Strega 2009

«Le case dei ricchi e le baracche, le violenze criminali e quelle politiche, l’aspetto sconosciuto di una metropoli.»
Corrado Augias

«Una storia bellissima per il giornalista di Repubblica al suo secondo romanzo.»
Loredana Lipperini – Venerdì di Repubblica

«Lugli si conferma formidabile narratore, capace di raccontare con ritmo, coinvolgimento e ironia, una contemporaneità che ci è vicinissima, e della quale forse preferiremmo ignorare l’esistenza.»
Gloria Satta – Il Messaggero

«Un racconto, candidato al premio Strega, che prende alla gola, con una prosa affilata. E dotata della ferocia che la ferocia di quella vita pretende, riga dopo riga.»
Pier Mario Fasanotti

«L’istinto del lupo è un libro che scorre veloce sotto agli occhi, scandito da un susseguirsi di colpi di scena e da pennellate di amara poesia metropolitana che dipinge a tinte crude ed essenziali il pianeta dell’emarginazione. L’istinto del romanziere, questa volta, ha prevalso su quello del cronista.»
Maurizio Gallo – Il Tempo

«Una favola feroce.»
Mirella Serri – La Stampa

«Scontri, ideali e amicizia. Sono gli ingredienti per un romanzo criminale che attraverso la formazione di Lupo rispecchia il passato feroce di un’Italia, che pur non esistendo più, resta attuale e necessaria.»
Milano nera

«Feuilleton e romanzo di formazione accortamente mescidati. Feuilleton, per l’incalzare della trama e l’accesa temperatura della stessa (non ci sono risparmiate scene di ferocia); e per quel senso di sfida (qui perdente) al destino che si diverte a complicare l’esistenza dei personaggi. Mentre, si parva licet, vorremmo avvicinare l’approccio di Lugli alla materia narrata a quello di Dickens. […] Lugli ha fiato narrativo, ha tenuta, appassiona. Fosse per noi, ci giocheremmo lo Strega […]. Qualche volta è bello illudersi che a vincere sia la qualità.»
Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 ore

«Una prosa accesa ma coinvolgente… un romanzo dal ritmo mozzafiato, ogni capitolo un colpo di scena. Non è il solito giallo abborracciato, ma un razionale mosaico narrativo in cui la lingua è curata quanto l’intreccio. Un libro che prende e che non si dimentica».
Ottavio Rossani - Corriere della Sera

«L’istinto del lupo si legge come un possibile Huckleberry Finn romano, ambientato però dai tardi anni Sessanta fino alla metà circa dei Settanta (…) Libro veloce, non dà gloria alla violenza, ma la racconta in modo che avvince...»
Giovanni Choukhadarian - Il Giornale

«Il genere noir fa il suo ingresso nel Pantheon della Letteratura. L’istinto del lupo è un romanzo avvincente dove nessuna delle regole canoniche del genere è assente.»
Alessandro Censi, Giornale di Brescia

«Conquistare lettori con una storia forte e appassionante può tornare utile sia al premio in fase di rinnovamento sia al futuro sempre più marginale dei libri.»
Sergio Pent, Tuttolibri - La Stampa

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