Mia sorella è una foca monaca - Christian Frascella

Di Michele Lauro
Il debutto di Christian Frascella con Mia sorella è una foca monaca (Fazi) è il caso editoriale di questo primo scorcio d’anno.
Il tam tam di critica e pubblico ha spinto il libro ad affacciarsi in classifica, e l’autore nel salotto televisivo di Parla con me, faccia a faccia con Serena Dandini. Ex operaio e poi impiegato in un call center, come sottolineano le sue scarne biografie, il torinese Frascella ha sublimato la precarietà applicandosi in un’attività che gli riesce benissimo: scrivere. Fin da tempi non sospetti le pagine del suo blog (www.christianfrascella.wordpress.com) sono una gustosa e intelligente finestra sul mondo, letterario e non, e oggi riferiscono passo passo alla comunità dei bloggers le tappe del successo - sempre con ironia in dosi massicce. Dell’ultim’ora è la collaborazione alla cronaca torinese de La Stampa, “in qualità di commentatore, opinionista, grande affabulatore nonché bell’uomo e centrocampista di movimento”.
A dispetto di un titolo bizzarro e non proprio accattivante, Mia sorella è una foca monaca è un romanzo promettente, dal taglio cinematografico e introspettivo. Senza scomodare ingombranti archetipi come Il giovane Holden - il riferimento più immediato, per restare in ambito italiano, è semmai Come Dio comanda di Ammanniti - racconta il tormentato passaggio di un ragazzo attraverso l’adolescenza. Quel momento friabile dell’esistenza in cui non si è più quel che si era e non si sa ancora quel che si diventerà. Siamo nell’anno del crollo del Muro. Nell’hinterland torinese, una terra di nessuno senz’altri riferimenti se non la mediocrità della periferia, una famiglia prova a tirare avanti: il figlio diciassettenne lascia prematuramente la scuola, la madre è vacante, fuggita con il benzinaio, il padre fannullone e autoritario, e in perenne regime alcolico, la sorella sembra chiusa nello stereotipo della sfigata. Vista con gli occhi del ragazzo, è una famiglia disgregata e fallita. Ma in fin dei conti è un nucleo a suo modo unito, in cui premono addirittura per entrare colei che forse redimerà il padre e un improbabile spasimante della sorella. Il protagonista attraversa tutte le sfide dell’adolescenza con una spavalderia così scopertamente fragile che è impossibile rimanere neutrali. Il bullismo, il bisogno di consenso e accettazione, il conflitto con l’ambiente familiare, la disperata ricerca di un lavoro e di un’identità sociale, la scoperta dell’amore e del dolore, la paura della morte, della solitudine e del rifiuto. Bisogna pur difendersi. Ma i meccanismi messi in atto per sopravvivere a una realtà che diviene ogni giorno un po’ più inutile, complicata, meschina, sono scoperchiati nei loro ingranaggi grazie a un linguaggio sciacquato da ogni banalità risaputa, ricco, innovativo. Scurrile certo, spassoso e a volte amaro. Estremamente efficace. L’evoluzione esistenziale del protagonista passa così attraverso un mondo fantasmatico, fatto di bugie raccontate a se stesso e agli altri, fatto di negazione e rimozioni. Alla fine approda a un bivio di fronte al quale pare intravedere una strada. Basta un evento inaspettato, uno scarto improvviso, un impulso, un’azione, e la vita appare finalmente come un insieme di possibilità. Il futuro, una nebulosa appena un po’ meno fitta.
“La giornata aveva un odore buonissimo. Mi tirai su e ripresi a correre in direzione del cancello.”

http://www.panorama.it/

Prezzo di copertina € 17,50

In sintesi
"Tempo fa mi è capitato tra le mani questo libro. Con cosa avessi a che fare l'ho capito dopo un po', man mano che ogni pagina mi strappava il sorriso, e alla fine, quando mi sono scoperto commosso nonostante i dialoghi irresistibili e le risate. Il protagonista della storia è un buffo ragazzo, tenero e insopportabile insieme. Uno convinto di picchiare duro, ma che finisce steso in due secondi nel cortile della scuola; che straparla e non piange mai, nascondendo sogni e fragilità dietro un'irriducibile arroganza, pur continuando a buscarle ogni giorno dalla vita, e perfino da Chiara, la ragazza bella e inaccessibile di cui s'innamora. Uno così o lo ami o lo odi, e io l'ho amato, questo sedicenne protagonista di un romanzo in cui ho ritrovato tutta la gloriosa tradizione dei perdenti di talento, dal "Giovane Golden" ai personaggi di John Fante, col loro immancabile campionario di lividi. Ecco dunque che c'è un padre - "il Capo" - quasi alcolista; e c'è la "Foca Monaca", ubbidiente e grigiastra sorella timorata di Dio. Quanto alla madre, è scappata col tizio della stazione di servizio. La periferia torinese di fine anni Ottanta e il Muro di Berlino che crolla, insieme a un gioco di rimandi pop e cinematografici e a una scrittura esilarante quanto aggressiva nel suo realismo, fanno da sfondo a questo esordio: la prova che la narrativa italiana si muove, in direzioni nuove, inaspettate e potenti." (Giuseppe Genna)

Commenti

Post popolari in questo blog

'IL CANTICO DELLE CREATURE' ILLUSTRATO PER BAMBINI

"La storia generale dei pirati", del Capitano Charles Johnson

'Schifoso traditore. Come riconoscere le tracce dell'infedeltà' di Alberto Caputo, Alessandro Calderoni, Silvia Jun, Paolo Baron