L'OPERA SEGRETA di Javier Urzay


Vienna, inverno 1786. Wolfgang Amadeus Mozart è chiamato a palazzo dall’imperatore Giuseppe II per ricevere l’incarico di comporre una nuova opera in tedesco che esalti i valori della Ragione e educhi il popolo...
Vienna, novembre 2006. Paul Rosenberg, funzionario presso l’Associazione dei teatri federali austriaci e musicologo frustrato, riceve misteriosamente una lettera autografa del grande compositore scomparso da secoli: Mozart avrebbe composto una partitura massonica di cui non si è mai trovata traccia. Con l’aiuto della giovane studiosa Brenda Schmidt, incomincia la caccia allo spartito, che condurrà i due protagonisti in un viaggio tra passato e presente, dal mondo di internet alla città di Praga, dove finalmente troveranno una prova tangibile.
Un romanzo appassionante e misterioso scritto in un crescendo mozartiano fino all’imprevedibile finale.

UN BRANO
"«Dio mio... E una lettera di Mozart a Rosenberg! E sembra autentica!»
Continuò a osservare attentamente il foglio. «Non sono un’esperta, ma direi che la carta e l’inchiostro hanno l’aspetto e la consistenza giusti e la grafia mi sembra di riconoscerla. Ci sono dei segni.., per esempio: guardi queste o. Se ne continua a discutere, ma molti sostengono che Mozart fosse mancino, anche se a quell’epoca essere mancino era quasi un peccato e fin da bambini tutti venivano forzati a scrivere con la destra. E comunque Mozart si esercitò così tanto con il piano che anche se fosse nato mancino sicuramente usava la destra con la stessa agilità. Per scrivere la musica probabilmente usava la destra, altrimenti avrebbe sporcato molto il foglio, mentre le partiture di Mozart sono immacolate. Ma con la scrittura normale è un’altra faccenda: di solito un buon metodo per capire con quale mano sia stato scritto un testo è guardare le o. A regola, i destri cominciano a tracciare le o da sinistra, in un punto che sta tra le ore 10.00 e le 11.00. Invece i mancini cominciano a ore 1.00 o a ore 2.00. La caratteristica di alcuni testi di Mozart è che si trovano o di entrambi i tipi, e questo significa che evidentemente chi scriveva alternava le mani. Cosa abbastanza strana, a meno che non si tratti di qualcuno perfettamente ambidestro e forse con un gran senso dell’umorismo. Cioè, esattamente come Mozart. E guardi: qui ci sono o di entrambi i tipi!»"


Traduzione di Silvia Bogliolo
Pagg. 234
€ 15.60
Narrativa
Collana: Narratori Corbaccio
In libreria dal: 7 Maggio 2009

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