LA GUERRIERA GENTILE di Rebiya Kadeer - Alexandra Cavelius

LA GUERRIERA GENTILE

Una donna in lotta contro il regime cinese

Rebiya Kadeer - Alexandra Cavelius
Traduzione di Leonella Basiglini
Pagg. 396
€ 22.60
Autobiografia
Collana: Dalla parte delle donne
In libreria dal: 7 Maggio 2009

Rebiya Kadeer, la più nota dissidente della Cina, si racconta in questo libro che è un’autobiografia e una fotografia impietosa di un regime spietato. Ha assistito al fallimento disastroso del grande balzo in avanti, ha subito la rivoluzione culturale, con la famiglia di etnia uiguri e religione musulmana è stata cacciata più volte dalla propria terra e più volte ha dovuto ricominciare tutto daccapo. Da semplice lavandaia è diventata imprenditrice e miliardaria: è stata a lungo il simbolo della donna emancipata nella Cina convertita al neocapitalismo e ha partecipato alla Quarta conferenza mondiale sulle donne dell’ONU tenutasi a Pechino nel 1995.
Ma da quando si è rifiutata di dissociarsi dalle parole del marito, dissidente ed esule negli Stati Uniti, Rebiya Kadeer è stata sottoposta a una feroce persecuzione e i suoi undici figli hanno subito ritorsioni e rappresaglie. Imprigionata, ha trascorso in carcere cinque anni, fino al 2005, quando è stata rilasciata in seguito alle pressioni dell’opinione pubblica mondiale e in particolare degli Stati Uniti dove attualmente risiede.

UN BRANO
"Alle quattro del mattino le guardiane mi presentarono un vassoio con quattro o cinque tipi di verdure, carne di agnello e pollo. Avevo dimenticato che esistessero prelibatezze simili. Una dopo l’altra le funzionarie uigure vennero da me in cella, squadrandomi preoccupate: «Perché non mangi? Ti prego, mangia!» Di lì a breve mi chiesero: «Qual è il tuo ultimo desiderio?» Di colpo capii che mi avrebbero fucilato. Quello era il pasto del condannato a morte.
Le guardiane mi domandarono quale abito volessi indossare. Chiesi la mia gonna bianca e lunga, il lungo cappotto di pelle bianco con la pelliccia e l’amato berretto di pelliccia bianca, il mio tomak. Per i piedi scelsi stivaletti bassi bianchi con un mezzo tacco. Volli lavare i capelli e lasciarli sciolti. «Voglio truccarmi» dissi.
Andarono a prendere il necessario nella mia casa di Urumqi. Informarono tutti che nel giro di poche ore mi avrebbero giustiziato. «Posso vedere i miei figli un’ultima volta?» domandai speranzosa. «No, non è consentito ai condannati a morte» mi comunicarono."

Commenti

Post popolari in questo blog

'IL CANTICO DELLE CREATURE' ILLUSTRATO PER BAMBINI

"La storia generale dei pirati", del Capitano Charles Johnson

'Schifoso traditore. Come riconoscere le tracce dell'infedeltà' di Alberto Caputo, Alessandro Calderoni, Silvia Jun, Paolo Baron