Philip Roth: due nuovi romanzi

Philip Roth, instancabile macchina narrativa, sta per dare alla luce due nuovi romanzi (a rivelarlo è stato il suo editore sul New York Times). Il settantaseienne scrittore ebreo-americano (conosciuto soprattutto per il Lamento di Portnoy, Pastorale americana, Ho sposato un comunista e La macchia umana) sta vivendo una nuova felicissima giovinezza creativa. E la sua vena inventiva, iniziata esattamente cinquant’anni fa con Goodbye, Columbus, non accenna a placarsi. Presto arriveranno il 30esimo e il 31esimo romanzo della sua produzione. Per primo uscirà negli Usa il prossimo autunno The Humbling, storia di un anziano attore la cui vita viene cambiata da un incontenibile desiderio erotico. Il successivo uscirà, sempre negli Usa, nel 2010 col titolo Nemesis, vicenda ambientata 1944 nel corso di in un’epidemia di poliomelite mentre i suoi effetti destabilizzano la vita di una comunità di Newark.
In attesa dei due nuovi lavori, Einaudi ha appena pubblicato un suo romanzo del 1977: Il professore di Desiderio, con la traduzione Norman Gobetti. Protagonista è un personaggio che i lettori di Roth hanno già conosciuto ne Il Seno e nell’Animale morente. Si tratta di David Kapesh. Il personaggio è professore di letteratura con tutte le carte in regola per condurre una carriera accademica tranquilla e ricca di soddisfazioni. La sua vita viene però movimentata dall’incontro con una serie di donne, che lo spingono alla disinibita scoperta della propria identità.
Ne Il professore di Desiderio, Roth racconta la vita del professor Kepesh dall’infanzia fino alla maturità.
Lo vediamo al college mentre studia letteratura, recita Sofocle, legge Kierkegaard, e lo vediamo anche alle prese con la ricerca del piacere carnale, cercando di applicare il motto di Byron “studioso di giorno, dissoluto di notte”. Tre donne scandiscono i tempi del romanzo, la bella Helen, la comune Claire e la disinibita Birgitta che Kapesh incontra nella libertina Londra, dove si reca per una borsa di studio. È svedese, ed è la più sfrenata di un triangolo sessuale che prevede anche la sua amica Elisabeth. Sesso, ironia e flusso di coscienza sono i tre elementi attorno a cui ruota tutta la narrazione. Perché (anche) questo di Roth è un romanzo che ha al centro il tema più caro all’autore, ovvero il dilemma del piacere: perché lo cerchiamo e a volte lo fuggiamo? Si può arrivare a un equilibrio tra desiderio e dignità? Domande in grado di scuotere ogni lettore. E a cui può rispondere solo “un grande storico dell’erotismo moderno”, secondo la definizione che Milan Kundera ha dato dello stesso Roth.

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