Il canto dell’erba


Una scrittura rodata da anni di mestiere ma ancora affilata, un romanzo che trova nei particolari, nelle descrizioni e soprattutto nei personaggi una forza inaudita, una tridimensionalità più unica che rara. Thomas McGuane, classe ‘39, è un narratore di razza . Il canto dell’erba (Alet, pp. 224 - € 16) - tradotto armonicamente da Simona Sollai - con poche, rapide pennellate mette in scena le vicende della famiglia Whitelaw, una piccola dinastia di imprenditori del Montana su cui grava lo spirito del fu patriarca Sunny Jim che anche dall’oltretomba detta legge grazie a un testamento blindato, che lega indissolubilmente il suo patrimonio alla figura losca e meschina dell’ex genero Paul Crusoe, costringendo così l’intera famiglia a venire a patti con lui. Sullo sfondo, a fare da controcanto, il West con tanto di cowboy e natura incontaminata: un mito polveroso, divorato proprio da personaggi come Paul, ma che in qualche modo entra sempre in scena per sparigliare le carte dei protagonisti, come quando Evelyn si perde nella neve in seguito a una “notte brava” con indosso un vestito da sera degno di un cocktail party a Manhattan o cerca consiglio e rifugio nel ranch dove è cresciuta sotto l’ala prorettrice, e un po’ burbera, del vecchio Bill, che da sempre veglia sui Whitelaw: unica vera figura paterna che McGuane lega proprio al “concetto” di West. Un concetto che l’autore conosce in prima persona vivendo in un ranch a sua volta. In un’intervista rilasciata a Robert Birnbaum di Identitytheory, parlando del titolo del suo libro, lo scrittore del Michigan sottolinea con forza come le vicende umane, anche quelle più abiette, debbano fare i conti con qualcosa di più grande e impassibile come il canto dell’erba: “[…] Sei certo che alla terra non importa un bel nulla se tu resti o te ne vai… E poi, ti prende questa impressione di essere in balia della natura. E la cosa inizia a piacerti. Ti piace la sensazione di vivere all’interno di un ciclo che è più importante di te; e che ha una specie di qualità ritmica, eterna che è rassicurante. È un po’ a questo che si riferisce il titolo.”
La stessa sensazione che provano i protagonsti del libro alle prese con la trama e che prova il lettore che si immerge in questo libro. All’inizio ci si trova in balia della narrazione di McGuane, per poi entrare nel meccanismo delle sue parole, il cui ritmo, tra ironia e dramma, inizia a piacere, a diventare familiare. “Il canto dell’erba” entra in circolo lento ma inesorabile. Un classico romanzo americano d’altri tempi, come non se ne vedevano dai tempi di Updike e Faulkner; senza effetti speciali, senza epica o manifesto spessore politico-sociale, eppure dotato di una potenza evocativa straordinaria, quasi metafisica, nascosta nei dettagli e per questo subliminalmente efficace.

IL CANTO DELL'ERBA
Thomas McGuane

Collana : PERIELI - narrativa -
pagine: 224
ISBN 978-88-7520-135-7

tradotto da Simona Sollai

prezzo € 16,00

•in libreria dal 18/02/2009


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