Lovebook

Simona Sparaco: "Lovebook"
Newton Compton, pag. 240 Euro 9,90

Dopo l'amore via mail e quello celebrato dagli sms, era inevitabile approdare a Facebook. Al grande palcoscenico emergente sul web dove tutti si cercano e tutti s'incontrano e dove quel che accade dipende non certo solo dal caso, ma dalla capacità ( e dalla voglia) di navigare e di mettersi in piazza. Virtuale s'intende. Ed ecco allora che, quando anche l'immaginario viaggia sulla tastiera del computer, l'amore s'accende su Facebook. Come accade a Solidea, protagonista di Lovebook, romanzo d'esordio di Simona Sparaco, trent'anni, sceneggiatrice per mestiere e scrittrice per passione, che ha inventato una storia divertente e moderna, pur senza rinunciare a una buona dose di vecchio romanticismo.

All'inizio, Solidea ha otto anni. S'invaghisce di un adolescente biondo e irresistibile che si chiama Edoardo, ma la differenza d'età permette alla bambina di vivere solo un sogno infantile che svanisce nel tempo. Quindici anni dopo l'ex ragazzina, ormai donna, delusa da un amore infranto, si trova a ripensare a Edoardo e decide di digitare il suo nome per rintracciarlo tramite Facebook. E' l'inizio di un'avventura che non risparmia gli imprevisti e i colpi di scena. Come dire? Anche ai tempi di Facebook, è arduo far ( e farsi) battere il cuore.


Simona, in quest'epoca virtuale quale posto occupa l'Amore (con la maiuscola) nell'immaginario dei giovani?
"I giovani di oggi sono sempre più liberi di viaggiare, sperimentare, amare. Il numero di incontri che è possibile accumulare in una vita, negli ultimi anni, con il web e le nuove piattaforme sociali, è cresciuto esponenzialmente. Tutto si consuma in modo rapido e bulimico, e il concetto di amore con la maiuscola è sempre più svincolato dall'istituzione del matrimonio, intesa come mezzo per emanciparsi dalla famiglia.

Oggi, prima di accasarsi i giovani ci pensano su due volte, e ancora di più prima di mettere al mondo un figlio, però non rinunciano ai sogni, e proprio perché hanno modo di fare più esperienze, stando attenti a non lasciarsi fagocitare dagli eventi, non si accontentano facilmente. Continuano a cercare, un amore che sia anche salvifico e rigenerante, temprato dai numerosi banchi di prova che offre la vita. L'amore, o l'idealizzazione di esso, rimane una costante dell'animo umano, anche ai tempi di Facebook".

Perché ha scelto Facebook come Cupido per la sua trama?
"Tra una polemica e l'altra, Facebook è diventata una realtà sempre più presente nelle nostre vite. Oggi incontrarsi, o rincontrarsi, sul web, è un'esperienza che vivono in molti. La prima cosa che ho fatto quando mi sono iscritta alla community, come del resto capita anche alla protagonista del mio libro, è stato cercare le persone che avevano fatto parte della mia vita e che avevo perso di vista. Ero curiosa di sapere com'erano diventate. Il problema è che il più delle volte gli incontri rischiavano di ridursi a uno sterile scambio di battute, e perdevano notevolmente di romanticismo.

Se una volta era il destino a decidere quando e dove farti rincontrare qualcuno, e c'era anche uno scambio di sguardi colmi di sorpresa, qualche minuto per raccontarsi, ascoltando il suono di una voce con tutte le sfumature dettate dalla circostanza, oggi possiamo decidere noi se pescare o meno dal passato una persona che ha fatto parte della nostra vita e parlare con lei attraverso un'icona digitale monoespressiva e una piccola chat. Vuoi mettere quanto era più bello sorprendersi a ritrovare un vecchio amore al binario di una stazione o passeggiando in un giardino pubblico?

E' con questa riflessione che è nato il mio romanzo. La mia protagonista, in realtà, pur avendo ceduto alla tentazione di cercare il suo grande amore del passato su Facebook, si oppone a queste dinamiche, non riesce a condividerle. Lei è una sognatrice, con un debole per le commedie romantiche e le atmosfere retrò. La tecnologia ci facilita la vita, certo, ma il romanticismo è in molti casi sinonimo di difficoltà, di ostacoli da superare e oceani da attraversare. Vorrei ricordare che questo romanzo è anche un omaggio alle commedie romantiche più famose della storia del cinema, dagli intramontabili film con Audrey Hepburn a quelli con Meg Ryan, passando per Pretty Woman e anche Bridget Jones. Primo tra tutti, per ovvie ragioni, c'è il film "C'è posta per te". Solo che, dalla semplice mail, siamo approdati al "fantastico" mondo di Facebook".

Si dice che il web , gli sms e quant'altro abbiano dissolto nelle nuove generazioni il gusto di scrivere. Lei lo fa per mestiere o per passione?
"La scrittura è cambiata molto nelle nuove generazioni, si è adeguata alla velocità dei tempi. Riuscire a decifrare l'sms di un adolescente potrebbe rivelarsi un'impresa ardua, con tutte quelle abbreviazioni e sigle incomprensibili, ma mi è capitato anche di leggere dei messaggi che erano delle piccole poesie, riflessioni interessanti sulla vita che trovano negli sms un modo per lasciare una traccia. Non avendo altro, io ho cominciato con il diario, intorno ai dodici anni. Ed è stata subito una passione. Tanto che non ho mai smesso. I romanzi sono dei bellissimi viaggi che fai in compagnia dei tuoi personaggi, da una parte non vedi l'ora di arrivare a scrivere la parola fine, dall'altra sai che quando li avrai consegnati all'editore ti lasceranno un gran vuoto dentro. Oggi scrivo anche sotto commissione, per lo più sceneggiature per la televisione, ed è chiaramente un po' meno piacevole del perdersi in un romanzo tutto tuo, ma l'ho scelto come lavoro perché non avrei saputo fare altro".

http://www.repubblica.it/

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