Il collezionista di bambini

Il collezionista di bambini
di Stuart MacBride
Editore Newton & Compton
Collana Nuova narrativa Newton
Traduttore Lamberti T.
Euro 9,90 / pagine 400



Tutto ha inizio in una tipica giornata scozzese: piove (come sempre ad Aberdeen) e, malgrado il suo orario di lavoro sia scaduto da un pezzo, il sergente Logan è impegnato con altri esperti a ricostruire la scena del delitto. In un sacco di plastica giace il corpo del piccolo David Reid (quattro anni non ancora compiuti); una domanda inquietante tormenta il cervello del protagonista: "E adesso, come racconterò tutto questo alla madre?". David Reid è solo il primo di una impressionante serie di piccole vittime che rende il caso del serial killer pedofilo la caccia all'uomo più pericolosa che Logan abbia mai affrontato.

Stuart MacBride ha svolto molti lavori (da addetto alle pulizie a sviluppatore di applicazioni per l’industria del petrolio), ha mollato l’università, ha bevuto ettolitri di vino e creato la ricetta perfetta per la zuppa di funghi. È autore degli acclamati thriller Il collezionista di bambini e Il cacciatore di ossa, pubblicati dalla Newton Compton in questa collana, nel quale è protagonista il sergente Logan McRae. Vive nel nord-est della Scozia con sua moglie Fiona e patate a sufficienza per sfamare un esercito. Il suo sito internet è www.stuartmacbride.com


Stuart MacBride è folle, in senso buono, ma folle... basta leggersi l'autobiografia presente sul sito o scorrere il suo blog per rendersene conto.
però, come autore di thrille, funziona alla grande.
L'ambientazione scozzese, con quel senso di amore/odio per il clima che contraddistingue tutti gli scrittori di quella zona, i personaggi e il tema (difficile, ma trattato con con onestà e cautela, senza scivoloni nel sensazionalistico) rendono la lettura gradevole e scorrevole.
Le indagini (chi segue le serie poliziesche britanniche riconoscerà molti dettagli, diversi dal classico poliziensco americano) si intrecciano con la vita privata dei personaggi, mantenendo però un buon equilibio e il finale, forse scontato ma al quale il lettore arriva comunque gradulamente, si presenta cone un'infilata di colpi di scena che non fanno calare l'interesse.

Una buona opera prima per il barbuto scrittore di thriller che coltiva orribili patate.

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