Ottavo arcano


Inglese del Sussex però molto infranciosata Kate Mosse

mescola in queste 644 pagine, ottime per le domeniche di pioggia, elementi tratti dal romanzo avventuroso, dal genere gotico e da quella narrativa tutta «effetti speciali » che strizza l'occhio alla tivù. Questo suo Ottavo arcano, che nell'originale s'intitola con più macabra efficacia «Sepulchre» (Sepolcro), è insomma una perfetta estrinsecazione del fortunato slogan «di tutto, di più». I centouno capitoli intrecciano due vicende complementari: l'una si svolge nella Francia del 1891, l'altra negli stessi luoghi ai giorni nostri. A collegare presente e passato interviene, col profumo della cultura, l'ombra del grande Claude Debussy. Andando infatti a caccia di inediti, che supportino un'ambiziosa biografia del «Magister Umidus» come Savino chiamava l'autore di «La mer», una giovane studiosa un po' fanatica, Meredith Martin, solleva non senza l'aiuto dei tarocchi (registi segreti dell'intera vicenda) la pietra tombale sotto cui giacciono i fantasmi di un esuberante noir che alterna a barbare uccisioni brividi sovrannaturali. Adatti più all'esorcista che al detective. Boschi e dimore dell'antica Linguadoca fanno da scenario alle pagine dove, con qualche scivolone nel grottesco, si affaccia il sovrannaturale. La Mosse si rivela, comunque, scrittrice anfibia capace di saziare le curiosità degli spettatori d'un programma tipo «Voyager» e gli appetiti dei lettori ormai stanchi d'un certo estremismo in nero alla Stephen King. Poe, più volte citato nel testo, proprio non c'entra.
L' ottavo arcano
Autore Mosse Kate
Prezzo € 22,00
Dati 2008, 644 p., rilegato
Traduttore Maresca R.; Spagnoli E.
Editore Piemme


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