Incipit

Orgoglio e pregiudizio
E' verità universalmente ammessa che uno scapolo fornito di un buon patrimonio debba sentire il bisogno di ammogliarsi.
Jane Austen - Orgoglio e pregiudizio -

Il codice da Vinci
Il famoso curatore del Louvre, Jacques Saunière, raggiunse a fatica l'ingresso della Grande Galleria e corse verso il quadro più vicino a lui, un Caravaggio. Afferrata la cornice dorata, l'uomo di settantasei anni tirò il capolavoro verso di sé fino a staccarlo dalla parete, poi cadde all'indietro sotto il peso del dipinto.
Dan Brown - Il codice da Vinci - Mondadori

Angeli e demoni
Il fisico Leonardo Ventra sentì odore di carne bruciata. Era la sua. Terrorizzato, alzò gli occhi verso l'obmbra scura che incombeva su di lui. "Cosa vuole da me?"
Dan Brown - Angeli e Demoni - Mondadori

Bar Sport
Al bar Sport non si mangia quasi mai. C'è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d'artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. Entrando dicono: "La meringa è un po' sciupata, oggi. Sarà il caldo". Oppure: "E' ora di dar la polvere al krapfen". Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacro. Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva. Subito nel bar si sparse la voce: "Hanno mangiato la Luisona!".
Stefano Benni - Bar Sport - Mondadori

La linea d'ombra
Solo i giovani hanno momenti simili. Non penso ai giovanissimi. No, i giovanissimi, propriamente parlando, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause o introspezioni.
Joseph Conrad - La linea d'ombra - Newton& Compton

IT
Il terrore che sarebbe durato ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.
Stephen King - IT - Sperling & Kupfer

La metà oscura
La vita di ciascuno, intendendo quella vera, non la semplice esistenza fisica, comincia in momenti diversi. La vera vita di Thad Beaumont, un ragazzo nato e cresciuto nel quartiere di Ridgeway a Bergenfield, New Jersey, ebbe inizio nel 1960. In quell’anno gli accaddero due fatti. Il primo formò la sua vita e il secondo per poco non vi pose fine. All'epoca Thad Beaumont aveva undici anni.
Stephen King – La Metà Oscura – Sperling & Kupfer

Provaci ancora Sam
Norman Bates udì il rumore e ne rimase sconvolto.
La commedia si svolge interamente in casa di Allan Felix, un appartamento sulla decima Strada Ovest, a New York.
Le luci in sala si spengono lentamente e udiamo le voci di Humphrey Bogart e Mary Astor in una scena finale del film The Maltese Falcon.
Woody Allen, Provaci ancora Sam

Il barone rampante
Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l'ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d'Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell'ora, nonostante fosse già invalsa tra i nobili la moda, venuta dalla poco mattiniera Corte di Francia, d'andare a desinare a metà del pomeriggio. Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie. Cosimo disse: - Ho detto che non voglio e non voglio! - e respinse il piatto di lumache. Mai s'era vista disubbidienza più grave.
Italo Calvino, Il barone rampante

Io uccido
L'uomo è uno e nessuno.
Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l'impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle al chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili.
Giorgio Faletti, io uccido

La lettera scarlatta
Davanti a un edificio di legno, con il portone di quercia massiccia rafforzato da borchie di ferro, era raccolto un capannello di uomini barbuti, in abiti dai colori tristi e grigi, con cappelli alti a punta, e di donne, alcune con un cappuccio sul capo, altre a testa nuda. I fondatori di una nuova colonia - non importa quale sia stato in origine il progetto utopistico di umana virtù e felicità - hanno invariabilmente riconosciuto, tra le prime necessità pratiche, quella di destinare una parte del suolo vergine al cimitero e un'altra al carcere.
Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta

Ulisse
Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall'alto delle scale, portando un bacile di schiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio.
James Joyce, Ulisse

Cristo si è fermato ad Eboli
Sono arrivato a Gagliano un pomeriggio di agosto, portato in una piccola automobile sgangherata. Avevo le mani impedite, ed ero accompagnato da due robusti rappresentanti dello Stato, dalle bande rosse ai pantaloni e dalle facce inespressive. Ci venivo malvolentieri, preparato a veder tutto brutto, perché avevo dovuto lasciare, per un ordine improvviso, Grassano, dove abitavo prima, e dove avevo imparato a conoscere la Lucania. Era stato faticoso dapprincipio. Grassano, come tutti i paesi di qui, è bianco in cima ad un alto colle desolato, come una piccola Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto.
Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli


Illusioni
Discese nel mondo un
Maestro, nato nella Terra
santa dell'Indiana
cresciuto sulle mistiche
alture a est di Fort Wayne.
Il Maestro imparò nelle
scuole pubbliche dell'Indiana
le cose di questo mondo,
e poi, crescendo, il mestiere di
meccanico riparatore di automobili.
Richard Bach - Illusioni

La compagnia dei celestini
"È stato calcolato che il peso delle formiche esistenti sulla terra è pari a venti milioni di volte quello di tutti i vertebrati."
Così lo scultore ottocentesco Amos Pelicorti detto il Mirmidone rispondeva a coloro che gli chiedevano perché componesse le sue opere in mollica di pane. Da quando aveva letto la notizia su un giornale era rimasto a tal punto folgorato da lasciare le predilette sculture in marmo per il candore alternativo della farina. I suoi capolavori venivano sfornati caldi e dati in pasto alle formiche.
Stefano Benni - La compagnia dei celestini

NEL NOME DEL FIGLIO
L'autobus svoltava quasi a fermarsi nelle curve in leggera salita.
L'autista impresse la sterzata con tutta la forza che aveva, i
passeggeri seduti girarono lentamente attorno alle collinette. Il
motore lo si sentiva pieno, col tipico rumore della meccanica.
Anche la scalata delle marce risuonava con perfetta sincronia:
mani, frizione, sterzo, folle, cambio e rombo rivelavano timbri
distinguibilissimi ad ogni momento. Ai tornanti, su per le esse
della strada, nel passaggio dalla seconda alla prima, nella folle
muta, la marcia entrò male. La corriera gracchiò, emise un guaito
da belva ferita e senza ultimare la curva si arrestò. L'autista diede
un'imprecazione a quel mulo testardo che lo stava lasciando a piedi. La bestia diede la misura di sé con il suo poderoso peso di ferraglia e di meccanica, anziché spingersi in su cominciò a tirare indietro per la stessa inclinazione della strada.
NEL NOME DEL FIGLIO di Michelangelo Palermo

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